STORIA  CONTEMPORANEA

 

Le elezioni amministrative del 1946 videro l'affermazione della Democrazia Cristiana, che resse il Comune fino agli anni novanta. Nel 1951 e nel 1953 il Comune subì due gravi alluvioni e risale a questo periodo la legge speciale per la Calabria e la Cassa per il Mezzogiorno che aiutarono la Regione a risollevarsi. Molto attiva fu l'edilizia abitativa che allargò i confini della città in ogni direzione. Negli anni settanta la popolazione toccava i 170.000 abitanti.

Storicamente Reggio è sempre stata capoluogo regionale della Calabria.

Con la legge istitutiva delle Regioni a statuto normale, scoppiava in città il problema della scelta del capoluogo regionale e quando il Sindaco Piero Battaglia comunicò che l'orientamento era di scegliere Catanzaro, iniziarono i moti di Reggio che sconvolsero la città per circa sette mesi procurando vittime.

Durante i “ Moti di Reggio “ ( luglio 1970 - aprile 1971) i cittadini spontaneamente protestarono duramente resistendo alle forze dell’ordine con atti di guerriglia urbana a fianco del sindaco Piero Battaglia e del leader della rivolta che utilizzò in tale occasione lo slogan  “ Boia chi molla “ di D”Annunziana memoria.

 La conclusione della vicenda fu amara: Reggio non ottenne il titolo di capoluogo regionale e il 23 febbraio 1971 mezzi blindati,per la prima volta dalla fine della guerra in una città italiana, occuparono la città ponendo fine ai disordini concedendo per  consolazione l'attribuzione della sede del Consiglio Regionale.

I moti furono duramente repressi dal massiccio intervento di carabinieri, polizia e reparti dell'esercito, con un bilancio complessivo di cinque morti, centinaia di feriti e migliaia di arresti, tuttavia Reggio è ancora sede del Consiglio Regionale della Calabria, l'unico fra i compromessi politici mantenuti dal governo.

A seguito dei moti reggini seguì un periodo di grande difficoltà economica e politica, con il passare degli anni la città cadde in un profondo stato di torpore, di appiattimento sociale e culturale (degrado urbano, abusivismo edilizio, guerre di mafia), con molte promesse governative di sviluppo non mantenute come il mancato decollo dei poli industriali di Saline foniche e di Gioia Tauro, la crisi delle attività agricole tradizionali, quindi l'intensificarsi del flusso migratorio, soprattutto giovanile, in direzione delle regioni del Centro-Nord.

 Questo periodo durò all'incirca fino alla fine degli anni '80 finchè non cominciò la cosiddetta "Primavera di Reggio" con il sindaco Italo Falcomatà, il quale con straordinaria forza d'animo e l'esortazione a "Reinnamorarsi di Reggio" riempì gli animi dei cittadini dando vita ad un periodo di forte rinascita.

Nel 1982 l'Università degli studi di Reggio (nata nel 1968) diventa università statale, ed oggi prende il nome di Università degli Studi "Mediterranea".

Negli anni '90 sotto Falcomatà la città assiste ad una ripresa socio-culturale del territorio, vengono portati a termine i lavori (fermi da più di venti anni) sul lungomare, ammirato e decantato da Gabriele D'Annunzio come "il più bel chilometro d'Italia", che dopo la scomparsa del sindaco prenderà il suo nome per decisione unanime di tutto il Consiglio Comunale.

Oggi sotto I'amministrazìone Scopelliti la città continua a risvegliarsi e ad essere in crescita portando avanti la sua naturale vocazione turistica.

 

 

 

 

 

 

 

 

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