GOTI
La decadenza dell’Impero romano e l’assalto delle orde barbariche, all’inizio del IV secolo d.C., portarono distruzione e morte ovunque.
Nel 410 d.C. i Visigoti di Alarico occuparono e devastarono la città che venne poi assediata dagli ostrogoti di Totila nel 549 d.C. durante la guerra greco-gotica, estendendo il loro dominio fino a Leucopetra (odierna Lazzaro) con lotte e saccheggi.
Divenuta, ormai, punto di passaggio obbligato verso la Sicilia, Reggio, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente,per la sua posizione strategica, divenne uno dei principali obiettivi degli eserciti che invasero l’Italia.
Nel 475 d.C. l’Impero Romano d’Oriente ha la meglio sulle popolazioni barbariche.
Con la sconfitta dei Goti ad opera dei bizantini si apre anche per Reggio “l’era bizantina” (553 d.C.), durante la quale la città rifiorisce e diviene uno dei centri commerciali, culturali e religiosi più importanti dell’Italia meridionale e di cui rimane traccia nei numerosi insediamenti dei monaci greci.
Le antichissime radici della grecità in Calabria, oltre che nel periodo magno-greco, sono da ricercarsi nella storia della “ Tema “ , la provincia occidentale dell’impero bizantino di cui la regione costituì per secoli un avamposto.
Nel 950 i Bizantini istituirono, infatti, il “Tema” di Calabria con capitale amministrativa Reggio che, in seguito, con quello di Longobardia nel 970, fece parte del Catepano d’ Italia con capitale Bari.
Profonde tracce di questa dominazione rimangono visibili in alcuni centri della costa jonica calabrese, nonché in centri ellefoni della cosiddetta isola grecanica.
Fu in questo secolo che l’esercito di Giustiniano la munì di mura del secolo VI d.C., preparandola ad un lungo periodo di stabilità politica che si protrarrà fino all’avvento dei Normanni.
Durante il periodo bizantino venne ripristinata anche qui la tradizione greca nei riti religiosi e venne costruita la rocca di Motta S.Agata, andata completamente distrutta con il terremoto del 1783, e quella di S. Niceto, tuttora in parte esistente a monte dell’attuale quartiere di Pellaro.FOTO Il nome deriva,forse, dalla devozione dei bizantini verso il santo patrizio di origine siciliana Niceto. La costruzione del diametro di 648 metri e le pareti ripide furono la chiave di protezione contro le violenti ondate di aggressione e occupazioni,dopo che la Sicilia era stata conquistata dagli arabi. Per molti resta ancora il castello più antico del mondo.
Con la dominazione bizantina si verificò il cambio del nome da Bruzio in Calabria e Reggio, per circa cinque secoli, rappresentò il centro della
Chiesa grecanica, ospitando molti basiliani, monaci eremiti dediti allo studio e alla trascrizione dei codici, che vi edificarono conventi e chiese e apportarono uno splendore religioso e spirituale.
Con il nuovo benessere economico e sotto l’imperatore d’oriente Basilio I, la sua sede vescovile fu elevata a “Metropoli dei possessi bizantini dell’Italia meridionale” il che permise di diventare il nucleo principale della chiesa grecanica meridionale, meta di un continuo afflusso di monaci basiliani, i quali favorirono la massiccia presenza di conventi e luoghi di culto nel territorio reggino; ne sono oggi alcune testimonianze la Chiesa degli Ottimati (vicino il Castello Aragonese), la struttura antica della Cattolica dei Greci (in via Aschenez), la Cattolica di Stilo ed altre ancora.
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||